- Errore
Treviso città
Treviso (in veneto Trevixo) è una città italiana di 82.206 abitanti del Veneto, capoluogo dell'omonima provincia. Attorno all'origine del nome della città si sono fatte varie congetture. Una delle ipotesi più seguite sostiene che l'antico Tarvisium sia frutto della romanizzazione di un toponimo precedente a sua volta relativo ai Taurisci, popolazione celtica che, dall'estremità orientale delle Alpi (i Monti Tauri), si sarebbe spostata in pianura fondando un primo embrione della città.
Le origini e l'epoca romana
Villaggio paleoveneto sorto in epoca pre-romana su tre alture poste nei pressi di un'ansa del Sile, in un territorio ricchissimo di risorse idriche, l'antica Tarvisium divenne municipio all'indomani della sottomissione della Gallia Cisalpina da parte dei Romani. La vicinanza ad alcune importanti arterie, come la strada Postumia ne fecero sin dai tempi più antichi un vivace centro commerciale de la Venetia et Histria.
L'età barbarica e l'alto Medioevo
La decadenza del tardo periodo romano si fece sentire anche a Treviso benché, all'indomani della caduta dell'Impero Romano d'Occidente e durante il regno di Teodorico, la città fosse ancora un centro annonario di prim'ordine. Nel corso del VI secolo la città fu contesa tra Ostrogoti e Bizantini.
Conquistata poi dai Longobardi, fu eretta a sede di uno dei trentasei ducati del regno e venne dotata di un'importantissima zecca.
L'età comunale
Fu con la rinascita dell'Anno Mille che Treviso conobbe un notevole sviluppo, ampliandosi nelle dimensioni ed arricchendosi di monumenti e palazzi, che le valsero il soprannome di urbs picta. Il vivere trevigiano divenne sinonimo di vita gaudente e la città si animava di feste e celebrazioni. Citata da Dante Alighieri che vi trascorse parte del suo esilio, la città crebbe ulteriormente in ricchezza e fasto per tutto il XII e XIII secolo dotandosi di una delle prime Università (1321) e contendendo alle limitrofe Padova e Verona il ruolo di città principe di quella che, al tempo, veniva chiamata Marca Trivigiana intendendo con l'espressione buona parte dell'attuale Veneto.
Dalla Signoria alla Repubblica Veneta
In modo analogo alle principali città del Nord Italia, anche Treviso assistette alla crisi del governo comunale ed il successivo passaggio alla Signoria. La città fu in seguito preda di nuove lotte intestine tra i Guelfi filopapali ed i Ghibellini, sostenitori di un riavvicinamento all'Impero. Occupata dapprima dagli Scaligeri (1329-1339), nel 1339 si diede spontaneamente alla Serenissima, andandone a costituire il primo possedimento in terraferma.
XX Secolo: Il bombardamento del 7 aprile 1944
Il bombardamento avvenne il giorno di venerdì santo, che i giornali del tempo definirono passione di Cristo e di Treviso. L'incursione, molto breve e devastante, si protrasse dalle 13.24 alle 13.29, ad opera di 159 Fortezze Volanti statunitensi, che sganciarono circa 2.000 bombe con obiettivo la stazione, ma che si sparsero su gran parte della città. Interi quartieri residenziali furono rasi al suolo dalle bombe e dagli incendi.
Monumenti e luoghi d'interesse
Chiesa di San Francesco
Un gruppo di frati francescani, inviati dallo stesso S.Francesco, giunse a Treviso nel 1216 e presero sede in un oratorio dedicato alla Madonna, in una zona oltre il Cagnan Grande. La comunità divenne presto numerosa e nel 1231 si cominciò a costruire la Chiesa e il Convento, ispirandosi alla tradizione architettonica romanica e del primo periodo gotico. Nel 1270 vennero ultimate le costruzioni. Nel 1797 la Chiesa divenne di proprietà francese e nel 1806 venne soppressa dalle leggi napoleoniche. Fu così adibito per scopo militare e per stalla. Nel 1928, dopo un restauro, la Chiesa venne riaperta.
Monte di Pietà e Cappella dei Rettori
L'antica sede del Monte di Pietà si trova nell'omonima piazza dietro al Palazzo dei Trecento. In precedenza, qui sorgeva un edificio trecentesco ospitante il Monte dei Pegni. La ricostruzione del palazzo cominciò nel 1462, anno in cui i Francescani proposero l'istituzione del Monte di Pietà, che venne ufficialmente fondata nel 1496. Dall'inizio del Cinquecento l'edificio fu ingrandito, andando ad inglobare l'odierna chiesa di Santa Lucia e, successivamente (1561), la chiesa di San Vito. Gli ultimi interventi si ebbero nel Settecento: attualmente il palazzo e le due chiese si presentano come un unico complesso con tanto di porticato in comune.
All'interno si trova la cappella dei Rettori, pregevole ambiente che conserva affreschi del Fiumicelli, tele del Pozzoserrato e cuoi di Cordova. Tutte le opere alludono al soccorso e all'indulgenza.
Piazza dei Signori e Palazzo dei Trecento
A nord della piazza sorge il Palazzo di Podestà (fine 1400) che conserva caratteristiche medievali lungo il Calmaggiore. Piazza dei Signori si chiamava anche Maggiore o della Berlina, in quanto qui veniva praticata una punizione chiamata appunto berlina: i colpevoli venivano esposti e umiliati in pubblico. Nella piazza si possono notare numerosi leoni con il Vangelo aperto, segno della dominazione della Serenissima. Iniziata la costruzione nel 1200, il Palazzo dei Trecento ospitava i membri del Maggior Consiglio, di cui ne faceva parte anche il podestà. Era chiamato anche "Palazzo della Ragione" in quanto questo luogo era il centro sociale-amministrativo della città. L’edificio fu in parte distrutto durante i bombardamenti del 7 aprile 1944: solo dopo diversi anni il palazzo fu completamente restaurato.
Ponte di Pria
Il "Ponte di Pria" (Ponte di Pietra) è un ponte situato in una zona in cui confluiscono le acque del Cagnan (Canale) Grande, il quale ospita l'isola di Pescheria, il Canale dei Buranelli ed un altro canale. Qui vi sono delle chiuse, ideate e costruite da Fra' Giocondo. Le chiuse servivano ad inondare i dintorni di Treviso per bloccare l'avanzata di eventuali eserciti nemici.
Il Quartiere Latino e l'Università
Inaugurato il 30 settembre 2006, è stato realizzato dall'architetto Paolo Portoghesi restaurando l'ex ospedale di Santa Maria dei Battuti. L'idea di fondo su cui si è basato il restauro è stata quella di recuperare lo stile originale armonizzandolo con elementi del design moderno. Voluto fortemente dalla fondazione Cassamarca, l'elegante complesso comprende la nuova piazza dell'Umanesimo Latino e un viale ricavato nel cortile dell'ospedale, costeggiato da spazi commerciali e residenziali. Sono stati inoltre recuperati e resi visibili i resti di antiche mura.
