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Motta di Livenza

Motta di Livenza

Motta di Livenza è situata 35 km a nord-est di Treviso, là dove il fiume Monticano confluisce nel fiume Livenza e la provincia trevigiana tocca contemporaneamente la provincia di Pordenone e la provincia di Venezia.


Motta di Livenza ha storia antica e le prime origini risalgono all'epoca romana quando fu costruita nel 148 a.C. la via Postumia che attraversava la Livenza in località San Giovanni. Là sorse un primo villaggio che ospitava i soldati a guardia del ponte e poi artigiani, tavernieri, bottegai.
Verso il 40 a.C., con la centuriazione dell'agro concordiese, sorse, in sinistra della Livenza, anche Lorenzaga, che continuerà a svilupparsi per tutto il medioevo quale ultimo baluardo occidentale del patriarcato del Friuli.


Prima del mille, sulla "motta" (rialzo del terreno) alla confluenza del Monticano nella Livenza, venne eretta una fortificazione per difendere il territorio dai ripetuti assalti degli Ungari e, nel 1089, il territorio fu dato in feudo ai da Camino che lo tennero fino al 1291, quando lo cedettero a Venezia. Nel frattempo avevano costruito un castello (più volte rifatto e restaurato ma ancora esistente) e la località venne denominata "Castello della Motta" o, più semplicemente La Motta o Motta.
Motta è una delle località interessate dalle vicende umane e storiche che si svolsero tra il XI secolo e il XIII secolo e dalle numerose proprietà che videro protagonisti i vari componenti della famiglia degli Ezzelini. Proprietà che furono certosinamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta nel 1260.


Il periodo storico più significativo è quello vissuto da Motta con la Repubblica di Venezia, dal 1291 al 1797. Proprio perché è stata la prima città di terraferma a donarsi a Venezia, fu chiamata "figlia primogenita della Repubblica" e, per la fedeltà sempre dimostrata alla Serenissima ebbe, dopo la guerra della Lega di Cambrai del 1508-1510, l'ambito titolo di "Figlia prediletta della Repubblica".
Nel 1917 Motta di Livenza, importante nodo strategico, si ritroverà ad essere sul fronte e subirà le pesanti conseguenze della tristemente famosa ritirata di Caporetto.
A partire dal 1943 con lo scoppio della guerra civile la zona è stata luogo di aspri scontri tra fascisti e partigiani, con rappresaglie ed episodi di violenza gratuita compiuti da entrambi le parti in causa.
Con l'avvento della Repubblica, cominciano per Motta gli anni del definitivo riscatto, improvvisamente frenato dalla grande alluvione del 5 novembre 1966 che rappresentò per la cittadinanza di Motta la prima vera sciagura dopo la fine della seconda guerra mondiale.

Importante il suo carattere religioso, derivante dalla presenza della Basilica della Madonna dei Miracoli meta di continui pellegrinaggi che portano a Motta molti fedeli nel corso dell'anno. La Basilica della Madonna dei Miracoli è stata eretta in seguito alla apparizione della Madonna ad un umile contadino, Giovanni Cigana, nel 1510 e quest'anno - in occasione del 500° anniversario dell'Apparizione - è in programma un Pellegrinaggio di Riconciliazione per l'apertura solenne del Giubileo Mariano (per informazioni: www.santuariomotta500.it)


Motta di Livenza è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione (Medaglia di Bronzo e Medaglia d'Argento) per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.
È sede del CIMIC (Civil-Military Cooperation) Group South, l'unica in Italia.